Interpretazione del novellato art. 26-bis c.p.c.

L’art. 26-bis c.p.c., come novellato per effetto della l. n. 206 del 2021, va interpretato nel senso che il criterio di competenza ivi previsto si applica a tutte le amministrazioni pubbliche, ivi inclusi il Comuni, e in generale anche alle amministrazioni non patrocinate, ex lege, dall’Avvocatura dello Stato: in questo senso depongono sia un dato di natura testuale (l’incipit della norma fa riferimento ancora adesso alle pubbliche amministrazioni indicate nell’art. 413, comma 5, c.p.c., e quindi all’elenco di cui all’art. 1, comma 2, d.lgs. n. 165 del 2001) che un dato di natura sistematica, dato dalla circostanza che, argomentando nel senso che il criterio di competenza si applichi solo alle amministrazioni difese dall’Avvocatura dello Stato, resterebbe non disciplinato, in quanto non riconducibile ad altre disposizioni non concernenti l’esecuzione contro la p.a.,  il criterio di competenza da applicarsi in tutti gli altri casi.

Riferimenti Normativi

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