Giurisprudenza
di Merito
  • L’art. 96, III co. c.p.c., come strumento di repressione dell’abuso processuale e procedimentale

    Tribunale, di Torre Annunziata, 15 settembre 2022 - est. Musi

    La fattispecie di cui all’art. 96 c.p.c. co. 3 – diversamente da quelle dei commi 1 e 2 focalizzate sulla "temeraria" attività processuale tout court - si connota per una propria dimensione autonomistica, rappresentando un’ipotesi sanzionatoria espressione di un potere del giudice - officioso e ampiamente discrezionale - di risarcimento punitivo, dal carattere marcatamente pubblicistico, contro l’abuso dello strumento processuale, da intendersi nella sua accezione più ampia, finanche nel senso di abuso dell’iniziativa pre - esecutiva (nel caso di specie, il giudice ha attribuito al precetto valenza di attività processuale in senso lato ai fini della valutazione di temerarietà/abusività dell’azione, rilevante per l’applicazione del terzo comma dell’art. 96 c.p.c.).

  • Diritto al mantenimento dei figli e legittimazione ad agire in executivis

    Tribunale, di Torre Annunziata, 15 settembre 2022 - est. Musi

    Qualora il verbale di separazione consensuale omologato preveda l’attribuzione dell’assegno di mantenimento per la prole in capo al coniuge affidatario e non direttamente al figlio, minore d’età al tempo della separazione, ed al contempo questi, una volta divenuto maggiorenne, non proponga autonoma domanda giudiziale nei confronti del genitore obbligato per vedersi riconosciuto il diritto al mantenimento diretto, il coniuge affidatario resta l’unico legittimato ad agire, anche in via esecutiva, per l’adempimento delle obbligazioni pecuniarie previste dall’accordo consacrato nel verbale, iure proprio anche con riguardo alle somme spettanti ai figli (nel caso di specie, il giudice, in linea col principio affermato da Cass. civ. ord. del 13/04/2022, n. 9700, sul presupposto che l’unico soggetto creditore fosse la madre in assenza di un provvedimento giurisdizionale di modifica richiesto dalla figlia-attrice, ha ritenuto quest’ultima sprovvista della legittimazione sostanziale alla pretesa esecutiva).

  • Caratteri della legittimazione surrogatoria ex art. 2900 c.c.

    Tribunale, di Torre Annunziata, 15 settembre 2022 - est. Musi

    La legittimazione surrogatoria ex art. 2900 c.c. - che rappresenta un "potere" del creditore, e non un’azione tipica – mira non solo e non tanto all’incremento del patrimonio debitorio, ma, più immediatamente, ad evitare il decremento di questo a tutela della garanzia patrimoniale; il creditore surrogante, pertanto, non incontra limiti – al di fuori del rispetto dei requisiti della sussistenza di un credito, di un’inerzia pregiudizievole e del pericolo d’insolvenza conseguente - nell’esercitare direttamente, tanto in campo giudiziale che stragiudiziale, diritti ed azioni spettanti al debitore surrogato (nella fattispecie, il giudice ha ritenuto ammissibile l’opposizione ex art 615, co. I c.p.c. esperita dai creditori, in luogo del debitore surrogato, rimasto inerte a fronte dell’iniziativa esecutiva di altro creditore).

  • Il deposito della nota di trascrizione del pignoramento e la mancata previsione di un termine per l’adempimento a pena di inefficacia

    Tribunale, Salerno, 18 gennaio 2023 - Pres. Jachia, est. Faracchio

    L’art. 557 c.p.c. non prevede alcun termine per la trascrizione del pignoramento e il deposito della relativa nota qualora l’adempimento sia stato curato dal creditore procedente e non dall’Ufficiale Giudiziario. Il secondo periodo del comma 3 dell’art. 557 c.p.c. non comprende nel novero degli atti da depositare nel termine di quindici giorni a pena di inefficacia la nota di trascrizione del pignoramento e tale omissione non può essere colmata con un’estensione analogica della norma, atteso che, come noto, le disposizioni che comportano sanzioni di invalidità e inefficacia vanno interpretate in maniera rigorosamente restrittiva in ossequio al principio generale di conservazione dell’efficacia degli atti giuridici.

  • Il privilegio processuale fondiario non trova applicazione alla liquidazione controllata del debitore

    Tribunale, di Verona, 20 dicembre 2022 - est. Burti

    Il rinvio dell’art. 270, quinto comma, codice crisi d’impresa all’art. 150 codice della crisi d’impresa il quale prevede che “salvo diversa disposizione di legge dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale nessuna azione esecutiva … può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nella procedura” non vale ad estendere la deroga prevista dall’art. 41 t.u.b. a favore del creditore fondiario al di là della procedura di liquidazione giudiziale che ha preso il posto del fallimento (vedi art. 2 legge 19 ottobre 2017, n. 155). Invero, il rinvio dell’art. 270, comma quinto, all’art. 150 CCI deve intendersi riferito alla sola regola della concorsualità ed unitarietà nella liquidazione dell’attivo, e non anche alle eccezioni alla medesima regola; la quale disciplina delle eccezioni si rinviene nelle singole norme attributive del privilegio che, avendo carattere eccezionale, non si possono applicare al di là dei casi espressamente contemplati.

  • L’opposizione agli atti esecutivi avvero l’ordinanza di assegnazione non può essere proposta per far “rivivere” quelle contestazioni che il debitore avrebbe dovuto proporre, nel corso dell’esecuzione, attraverso il rimedio dell’opposizione all’esecuzione

    Tribunale, di Napoli Nord, 2 gennaio 2023 - est. Auletta

    In materia di opposizione agli atti esecutivi, va escluso che, attraverso l’impugnazione della ordinanza di assegnazione, il debitore possa proporre quei motivi che avrebbe dovuto introdurre in sede di opposizione all’esecuzione prima che la stessa fosse “definita” con il suddetto provvedimento; l’unico caso in cui il rimedio in esame è utilizzabile per i suesposti motivi, si concreta nell’ipotesi in cui il debitore dimostri di aver incolpevolmente ignorato l’esistenza dell’intero processo esecutivo per mancata notifica del pignoramento e mancata conoscenza degli atti successivi (nel caso di specie, il Tribunale ha escluso che la nullità dell’atto di pignoramento compiuto contro un Ente locale, per violazione dell’art. 159 TUEL, laddove prescrive che il terzo debba essere necessariamente il tesoriere del debitore, fosse deducibile in sede di opposizione agli atti proposta avverso l’ordinanza di assegnazione, essendo emersa dagli atti la rituale notifica del pignoramento introduttivo).

  • Diniego della istanza di sospensione della procedura ai sensi dell’art. 41 bis, d.l. n. 124/2019 (novellato dall’art. 40 ter, d.l. n. 41/2021) in caso di dissenso del creditore titolato diverso da quello mutuante.

    Tribunale, di Nola, 25 gennaio 2023 - est. Triglione

    Non può essere accolta l'istanza avanzata dal debitore esecutato di sospensione della procedura ai sensi dell'art. 41 bis, d.l. n. 124/19 (novellato dall'art. 40 ter, d.l. n. 41/21) in caso di dissenso espresso dal creditore titolato diverso da quello mutuante, avendo questi potere di dare impulso alla procedura (ai sensi degli artt. 564 e 624 bis c.p.c.) anche immediatamente dopo l’accoglimento della richiesta di sospensione (oltre che in ipotesi di disposta sospensione della esecuzione – con assenso o mancato dissenso degli altri creditori – e di successivo esito favorevole dell’accordo di rinegoziazione).

  • In materia di opposizione agli atti esecutivi il criterio della conoscenza “di fatto” ha carattere suppletivo rispetto a quello della conoscenza “legale”

    Tribunale, di Napoli Nord, 2 gennaio 2023 - est. Auletta

    In materia di opposizione agli atti esecutivi, il criterio, utile ai fini dell’individuazione del dies a quo del termine per proporre il ricorso, della conoscenza “di fatto” è invocabile solo a condizione che l’opponente, che sia parte del procedimento, assuma la sussistenza di un vizio notificatorio del pignoramento o di comunicazione dei successivi atti esecutivi che gli abbia impedito di avere la tempestiva conoscenza “legale” degli atti medesimi. In materia di opposizione agli atti esecutivi, va escluso che, attraverso l’impugnazione della ordinanza di assegnazione, il debitore possa proporre quei motivi che avrebbe dovuto introdurre in sede di opposizione all’esecuzione prima che la stessa fosse “definita” con il suddetto provvedimento; l’unico caso in cui il rimedio in esame è utilizzabile si concreta nell’ipotesi in cui il debitore dimostri di aver incolpevolmente ignorato l’esistenza dell’intero processo esecutivo (per mancata notifica del pignoramento e mancata conoscenza degli atti successivi) [nel caso di specie, il Tribunale ha escluso che la nullità dell’atto di pignoramento compiuto contro un Ente locale, per violazione dell’art. 159 TUEL, laddove prescrive che il terzo debba essere necessariamente il tesoriere del debitore, fosse deducibile in sede di opposizione agli atti proposta avverso l’ordinanza di assegnazione, essendo emersa dagli atti la rituale notifica del pignoramento introduttivo]

  • Per richiedere la sospensione ex art. 41-bis, d.l. n. 124/2019 e ss.mm. il debitore deve aver pagato almeno il 5 per cento del capitale, a tal fine non rilevando le somme versate a titolo di interessi

    Tribunale, di Napoli Nord, 9 gennaio 2023 - est. Auletta

    L’art. 41-bis, d.l. n. 124/2019, conv. in l. n. 157/2019, e ss.mm. (relativo a “mutui ipotecari per l'acquisto di beni immobili destinati a prima casa e oggetto di procedura esecutiva”), laddove prevede, tra le condizioni di ammissibilità dell’istanza di sospensione ivi disciplinata, la circostanza che il debitore abbia pagato “almeno il 5 per cento del capitale ordinariamente finanziato”, va interpretato nel senso che, ai suddetti fini, non vanno tenuti in considerazione gli importi pagati a titolo di interessi; in tal senso, depongono: a) l’interpretazione letterale della disposizione che non presenta elementi dubbi che richiedano l’integrazione attraverso argomenti sistematici; b) ove pure voglia farsi leva su argomenti di tale specie, la valorizzazione della natura eccezionale della disposizione che riconosce al debitore (e cioè al soggetto che “subisce” l’esecuzione) il potere di domandare la sospensione della procedura, tenuto conto della circostanza che, nella sistematica del Codice di rito, il processo esecutivo è nella disponibilità pressoché esclusiva del creditore munito di titolo. 

  • L'apertura della procedura della liquidazione del patrimonio del debitore sovraindebitato pronunciata dopo l'aggiudicazione dell'immobile pignorato non fa venir meno, per l'aggiudicatario, gli effetti dell'aggiudicazione ed il conseguente ius ad rem, condizionato al versamento del saldo prezzo, alla pronuncia del decreto di trasferimento

    Tribunale, di Verona, 19 dicembre 2022 - est. Burti

    Se la dichiarazione d’improcedibilità dell’esecuzione forzata ricollegata alla pronuncia del decreto di apertura della liquidazione del patrimonio del debitore sovraindebitato interviene dopo l’aggiudicazione, restano salvi gli effetti dell’aggiudicazione in forza della regola generale espressa dall’art. 187-bis disp. att. c.p.c. (“ in ogni caso di estinzione o di chiusura anticipata del processo esecutivo avvenuta dopo l’aggiudicazione, an-che provvisoria, o l’assegnazione, restano fermi nei confronti dei terzi aggiudica-tari o assegnatari, in forza dell’art. 632, secondo comma, del codice, gli effetti di tali atti ”): tale principio generale, in ragione della sua ratio protettiva, in via immediata, dello ius ad rem dell’aggiudicatario che provveda al pagamento saldo del prezzo al trasferimento dell’immobile e, in via mediata, dell’interesse di ordine pubblico economico e processuale alla competitività del sistema delle vendite esecutive, non soffre eccezioni allorché venga in gioco l’interesse della procedura concorsuale alla vendita unitaria della massa attiva.

Giurisprudenza
di Legittimità

Archivio Approfondimenti

15 novembre '22

La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità del “blocco delle azioni esecutive” previsto con riferimento alle procedure intraprese contro Enti del servizio sanitario della Regione Calabria

Alessandro Auletta
Giudice del Tribunale di Napoli Nord

Note a prima lettura sulla incostituzionalità della disposizione in materia di improcedibilità delle azioni esecutive promosse contro gli enti sanitari della Regione Calabria

08 novembre '22 Aggiornato

L’acquisto in executivis a titolo derivativo e l’inammissibilità dell’azione di rivendica di chi è parte nel processo

Biagio Giusta
Ufficio per il Processo presso la Corte Suprema di Cassazione

Le parti del processo esecutivo hanno l'onere di denunciare, con l'opposizione ex art. 617 c.p.c., l'erroneo trasferimento all'aggiudicatario di un cespite che è oggetto di pignoramento, essendo inammissibile un'azione (nella specie, di rivendica) autonoma, cioè distinta dai rimedi tipici dell'esecuzione forzata, da esse proposta per contrastare gli effetti dell'esecuzione, ponendoli nel nulla o limitandoli

24 giugno '22 Aggiornato

Le interferenze tra l’esecuzione forzata ed i procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento nel Codice della crisi d’impresa

Rinaldo D'Alonzo
Giudice del Tribunale di Larino

Uno sguardo ai regimi delle improseguibilità dell’esecuzione individuale previste dal codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in occasione dell’accesso ad uno dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento

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