In materia di opposizione agli atti esecutivi il criterio della conoscenza “di fatto” ha carattere suppletivo rispetto a quello della conoscenza “legale”

In materia di opposizione agli atti esecutivi, il criterio, utile ai fini dell’individuazione del dies a quo del termine per proporre il ricorso, della conoscenza “di fatto” è invocabile solo a condizione che l’opponente, che sia parte del procedimento, assuma la sussistenza di un vizio notificatorio del pignoramento o di comunicazione dei successivi atti esecutivi che gli abbia impedito di avere la tempestiva conoscenza “legale” degli atti medesimi.

In materia di opposizione agli atti esecutivi, va escluso che, attraverso l’impugnazione della ordinanza di assegnazione, il debitore possa proporre quei motivi che avrebbe dovuto introdurre in sede di opposizione all’esecuzione prima che la stessa fosse “definita” con il suddetto provvedimento; l’unico caso in cui il rimedio in esame è utilizzabile si concreta nell’ipotesi in cui il debitore dimostri di aver incolpevolmente ignorato l’esistenza dell’intero processo esecutivo (per mancata notifica del pignoramento e mancata conoscenza degli atti successivi) [nel caso di specie, il Tribunale ha escluso che la nullità dell’atto di pignoramento compiuto contro un Ente locale, per violazione dell’art. 159 TUEL, laddove prescrive che il terzo debba essere necessariamente il tesoriere del debitore, fosse deducibile in sede di opposizione agli atti proposta avverso l’ordinanza di assegnazione, essendo emersa dagli atti la rituale notifica del pignoramento introduttivo]

Riferimenti Normativi

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