L’Istituto Mediocredito centrale può realizzare i crediti da mancata restituzione di sovvenzioni pubbliche revocate o per cui è stata pronunciata la “decadenza” nelle forme di cui al d.p.r. n. 602 del 1973

Va affermata la natura pubblicistica del rapporto di garanzia (della restituzione di finanziamenti pubblici) facenti capo all’Istituto Mediocredito centrale e ciò giustifica la surroga legale di quest’ultimo per il recupero delle somme non restituite e, in ultima analisi, l’iscrizione a ruolo delle medesime, con affidamento dell’incarico di recuperarle all’Agente della riscossione.

Difatti, i fondi vengono erogati a condizioni di favore rispetto a quelle praticate sul mercato del credito “ordinario” (fosse anche solo per la previsione di una garanzia statale) in quanto attraverso la provvidenza il soggetto pubblico si prefissa il raggiungimento di un interesse di natura pubblicistica (incoraggiare determinate produzioni o lo stabilimento in determinate zone o, ancora, l’assunzione di lavoratori attinti da peculiari categorie). Per questo motivo la “revoca” del finanziamento avviene per ragioni strettamente afferenti all’agere pubblicistico del soggetto che sovvenziona o garantisce (ad es. sopravvenuta carenza di fondi), mentre la “decadenza” trova la sua ragion d’essere in “comportamenti” del soggetto sovvenuto, da inscrivere sì in una logica lato sensu sinallagmatica ma non per questo di natura squisitamente privatistica atteso che la decadenza può aver luogo anche laddove il sovvenzionato non rispetti gli obblighi impostigli dalla legge nella destinazione funzionale del beneficio.

Riferimenti Normativi

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