Opposizione a decreto ingiuntivo dichiarata improcedibile: il g.e. non ha il potere/dovere di rilevare l'eventuale presenza di clausole vessatorie nel contratto

Massima a cura di:
Attilio Burti
Giudice del Tribunale di Verona

La ratio della speciale forma di tutela accordata dal consumatore in sede esecutiva dall’arresto della Corte di Cassazione 6 aprile 2023, n. 9479 è quella di assicurare al contraente debole la possibilità di recuperare il controllo sull’abusività delle clausole che sia mancato nel giudizio di cognizione a causa di una sua “inerzia non colpevole”. Conseguentemente, allorché il debitore esecutato avesse già proposto un’opposizione a decreto ingiuntivo, dichiarata improcedibile, nell’ambito della quale aveva fatto valere l’abusività delle clausole contrattuali, il giudice dell’esecuzione non deve effettuare alcun vaglio della vessatorietà o meno delle clausole informando la parte della possibilità di presentare opposizione ultratardiva al decreto ingiuntivo opposto (nel caso in esame il Tribunale di Torre Annunziata, rispetto ad un’opposizione ex art. 615, 2 c.p.c. proposta dal debitore facendo valere la natura abusiva delle clausole vessatorie del contratto, ha omesso ogni controllo ufficioso sulla presenza di clausole nulle, in quanto la questione era già stata devoluta in sede di opposizione a decreto ingiuntivo che venne dichiarata improcedibile per mancato avvio del procedimento di mediazione costituente condizione di procedibilità della domanda ex art. 5, comma 1-bis, d.lgs. 28/2010 nella versione pro tempore vigente)

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