Diritto al mantenimento dei figli e legittimazione ad agire in executivis

Qualora il verbale di separazione consensuale omologato preveda l’attribuzione dell’assegno di mantenimento per la prole in capo al coniuge affidatario e non direttamente al figlio, minore d’età al tempo della separazione, ed al contempo questi, una volta divenuto maggiorenne, non proponga autonoma domanda giudiziale nei confronti del genitore obbligato per vedersi riconosciuto il diritto al mantenimento diretto, il coniuge affidatario resta l’unico legittimato ad agire, anche in via esecutiva, per l’adempimento delle obbligazioni pecuniarie previste dall’accordo consacrato nel verbale, iure proprio anche con riguardo alle somme spettanti ai figli (nel caso di specie, il giudice, in linea col principio affermato da Cass. civ. ord. del 13/04/2022, n. 9700, sul presupposto che l’unico soggetto creditore fosse la madre in assenza di un provvedimento giurisdizionale di modifica richiesto dalla figlia-attrice, ha ritenuto quest’ultima sprovvista della legittimazione sostanziale alla pretesa esecutiva).

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