Il privilegio processuale fondiario non trova applicazione alla liquidazione controllata del debitore

Il rinvio dell’art. 270, quinto comma, codice crisi d’impresa all’art. 150 codice della crisi d’impresa il quale prevede che “salvo diversa disposizione di legge dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale nessuna azione esecutiva … può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nella procedura” non vale ad estendere la deroga prevista dall’art. 41 t.u.b. a favore del creditore fondiario al di là della procedura di liquidazione giudiziale che ha preso il posto del fallimento (vedi art. 2 legge 19 ottobre 2017, n. 155). Invero, il rinvio dell’art. 270, comma quinto, all’art. 150 CCI deve intendersi riferito alla sola regola della concorsualità ed unitarietà nella liquidazione dell’attivo, e non anche alle eccezioni alla medesima regola; la quale disciplina delle eccezioni si rinviene nelle singole norme attributive del privilegio che, avendo carattere eccezionale, non si possono applicare al di là dei casi espressamente contemplati.

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