Il credito erariale rateizzato del concessionario intervenuto non va incluso nella somma da sostituire al pignorato

Massima a cura di:
Emanuela Musi
Magistrato del Tribunale di Torre Annunziata

La rateizzazione ex art. 19 DPR 602/73 del debito erariale iscritto a ruolo ed il pagamento della prima rata, rendendo temporaneamente inesigibile il credito del concessionario che abbia spiegato intervento nella procedura esecutiva, ne impediscono l'inclusione ai fini della determinazione della somma oggetto della conversione; diversamente opinando, si metterebbero a rischio, sia gli effetti della conversione del pignoramento, sia gli effetti della rateizzazione ex art. 19 d.p.r. 602/1973 perché il debitore si troverebbe astretto tra la seguente alternativa: - adempiere contemporaneamente ad entrambi i piani di pagamento rateali rischiando, però, di decadere dall’uno e dall’altro a cagione del sacrificio oggettivamente sproporzionato che gli viene richiesto (versare in un arco temporale in tutto od in parte coevo due volte la stessa somma di denaro); - scegliere selettivamente quale piano rateale rispettare (ragionevolmente opterà per la conversione del pignoramento) perdendo i benefici dell’accesso alla dilazione di pagamento di cui all’art. 19 d.p.r. 602/1973.  

Non si giustifica l’attribuzione al concessionario di una garanzia ulteriore sul proprio credito che gli permetta, in caso di decadenza dal piano di rateizzazione, di soddisfarsi prontamente sulle somme versate dal debitore in sede di conversione del pignoramento ed accantonate, stante il parallelo divieto (legislativamente imposto) per il medesimo creditore erariale di eseguire nuovi fermi amministrativi e nuove ipoteche dopo il deposito della richiesta di rateizzazione (cfr. art. 19, comma 1quater, d.p.r. 602/1973).  

La posizione del concessionario intervenuto, in caso di accesso del debitore alla rateizzazione è del tutto diversa da quella degli altri creditori intervenuti non titolati e disconosciuti ( per i quali la legge prevede la partecipazione alla conversione nella forma dell'accantonamento), trovandosi l'ADER al cospetto di un debitore che, non solo riconosce l’esistenza e l’ammontare della sua obbligazione, ma che sta anche pagando spontaneamente il proprio debito accedendo ad un istituto giuridico che gli assicura una rimessione in termini per adempiere.

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