Le Sezioni Unite intervengono sulla sorte dell’opposizione all’esecuzione proposta dal debitore-consumatore che eccepisca l’abusività delle clausole del contratto in base al quale è stato emesso il decreto ingiuntivo

Qualora il debitore abbia proposto opposizione a precetto (art. 615, comma 1, c.p.c.) al fine di far valere l’abusività delle clausole del contratto fonte del credito accertato con un decreto ingiuntivo non opposto, il giudice adito deve riqualificare detta opposizione in termini di opposizione tardiva ex art. 650 c.p.c., eventualmente rimettendone la decisione al giudice competente.
Se la medesima doglianza, invece, è stata formulata – ai sensi dell’art. 615, comma 2, c.p.c. – dopo l’inizio della procedura esecutiva, il giudice dell’esecuzione assegnerà all’opponente il termine di 40 giorni per proporre l’opposizione tardiva a decreto ex art. 650 c.p.c. (se è del caso, rilevando d’ufficio l’abusività di altre clausole) e non procederà alla vendita o all’assegnazione del bene o del credito sino alle determinazioni del giudice dell’opposizione tardiva sull’istanza ex art. 649 c.p.c. del debitore consumatore.

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